venerdì 4 aprile 2014

Mea culpa.

Questo post lo scrivo perché non sempre è tutto rose e fiori come sembra dalle pagine dei blog. 
Ma soprattutto per ricordarmi di quanto sono stata stupida. Cieca. Ed egoista. E la lista sarebbe ancora lunga.

Perché è vero che sono stanca, che è da mesi che sono immersa fino al collo in un lavoro pesante con una pancia che pesa ogni giorno di più, che comincio ad avere il mal di schiena e ricordi più precisi di cosa mi aspetta di qui a qualche mese, ma quello che ho fatto, quello che mi è sfuggito finora è talmente grosso che mi prenderei a schiaffi.

E’ un po’ di tempo che Tommaso è nervoso, irascibile e quotidianamente soggetto a scene isteriche che, sebbene durino pochi minuti, mi lasciano spossata. 
Del tipo che quando si alza la mattina, insonnolito, inizia ad urlare e a piangere perché ha sonno e non vuole andare a scuola, aggiungendo al fiume di lacrime-moccolo-tosse, aggressioni fisiche degne di un wrestler.
E io un giorno provo con le coccole, un giorno con tattiche diversive, un giorno con ragionamenti logici, un altro con le suppliche e un’altro ignorandolo completamente finché non gli passa (e, credetemi, NON gli passa), ma alla fine ci scappa la sculacciata. O una sberla.
Ecco, confesso. 
Che io poi non sarei nemmeno contrarissima allo schiaffo per principio, perché per cose particolarmente gravi (come sfuggire alla mano e attraversare la strada da solo o aggredire qualcuno - nel caso specifico, me), che ho tentato di spiegarti in tutti i modi ma che continui a fare, secondo me ci sta pure. Ed è vero che è solo una manifestazione della mia esasperazione di genitore, che in realtà lo faccio per sfogarmi più che per educarlo, ma porco cane se, come sfogo, funziona.

Solo che dopo due settimane mi sono resa conto che, dato che le scene isteriche erano ormai quotidiane e il mio livello di sopportazione sempre più basso, lo schiaffo era diventato più frequente. O quanto meno urlare e sgridarlo a brutto muso. 
E che tutto questo non mi serviva più nemmeno come sfogo, perché poi ero torturata dal senso di colpa. 
E, cosa peggiore di tutte, che quando mi vedeva seriamente arrabbiata, Tommaso aveva paura. Cioè, paura di me. O che io non volessi più stare con lui. Che non mi sarei mai immaginata una cosa simile.

Ora, non essendo completamente deficiente, mi era venuto in mente che iniziasse ad essere geloso. Ma mi sembrava qualcosa di marginale - è solo una pancia, mica è una bambina vera - e poi lui confonde le acque con le sue carezze alla pancia, i baci, le chiacchiere, i suoi “Quando esci giochiamo insieme coi peluche morbidi morbidi?”. E comunque non mi veniva in mente niente per gestirla oltre l’autocommiserazione e il lamentarmi per la sua isteria.

Poi, non so come, finalmente ieri ho ribaltato la prospettiva e mi sono messa nei suoi panni.
E ho visto un sacco di cose.
Ho visto una scuola che dura fino a metà pomeriggio tutti i giorni, da mesi, che lascia addosso una gran stanchezza, che a sua volta si accumula e non si recupera certo nei fine settimana. Una scuola dove tra l’altro, come credo sia normale, non è tutto calmo e placido ma ci sono anche esperienze più difficoltose, come un gioco da cui sei escluso o un bambino che ti dà un morso e il segno ti rimane per tutto il pomeriggio.
Poi ho visto una mamma che lavora tantissimo, che ti fa giocare sulle sue ginocchia mentre lei colora pile di fogli o lavora al pc, che sta con te dieci minuti e poi torna alla sua scrivania. Una mamma di cui vedi più la schiena che il viso.
E c’ho aggiunto la pancia, che sì, è una bella cosa, ma chi me lo dice che non è per colpa della pancia che la mamma con me non ci sta più?

E sì, insomma, mi è crollato il mondo addosso. A vederlo coi suoi occhi è tutto talmente chiaro e io sono così colpevole per non averlo capito prima che solo perché è un bambino - e i bambini hanno questa inesauribile capacità di perdonare - che io ancora posso avere i suoi baci e che anzi mi chiede quali baci preferisco, se i suoi o quelli del babbo (risposta ovvia, non si possono avere esitazioni al riguardo).
E quindi ho deciso che da oggi la tattica con lui sarà la dolcezza. Ovviamente c’avevo provato molte volte, a calmarlo con le coccole, ma quando non funzionava mi arrabbiavo e passavo alle alternative. 
Adesso non ci saranno alternative, di nessun genere. Nemmeno quelle pallosissime prediche e i "non vedi che così litighiamo e stiamo male tutti e due?"
Sarò stuccosa come la melassa. 
Che ho tantissimo da farmi perdonare.
E lui non deve avere nessun dubbio, nemmeno la più piccola incertezza, di quanto io lo ami o del fatto che io voglia stare con lui.

Buonissimo, dolcissimo finesettimana a tutti. Che la mia melassa vi travolga e che non dobbiate trovarvi nella situazione tremenda di chi ha fatto un grosso, grossissimo errore come genitore. E l’ha capito più tardi di quel che avrebbe dovuto.  

24 commenti:

  1. Non l'hai capito subito, ma sei sempre in tempo! Quello che devi fare l'hai già ben chiaro, quindi non c'è bisogno che te lo dica io! E' dura, ma passerà. Vuole solo delle conferme, come tutti del resto. Anche i grandi ne hanno bisogno e figuriamoci loro!
    Che la melassa sia con noi!

    Baci

    Io questo fine settimana sono da sola per la prima volta dopo 4 settimane! Mi sembra così strano... ma quando ritornano, mi rifaccio con la melassa, contaci!

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    1. Volevo dire: sola dopo 4 ANNI... altro che 4 settimane!!! ;-)

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    2. Grazie mille.
      Se tu non hai avuto un giorno di stacco in 4 anni te lo meriti eccome, un fine settimana libero. Io me lo sono concessa già l'anno scorso e poi quest'estate (dieci giorni al mare coi nonni) e credo abbia fatto bene a tutti, a noi e a lui. E quando ci si riabbraccia la melassa gronda! :-)

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  2. Francesca già averlo capito non è cosa da poco. Alle volte vedersi dall'esterno è praticamente impossibile. Tu hai già fatto il primo passo. Vedrai che andrà meglio adesso. Un bacio grande

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  3. Sei stanca ed è' comprensibile...nessuno ci insegna ad essere genitori: lo si impara giorno per giorno, purtroppo anche sbagliando..non farti prendere dai sensi di colpa, fanno malissimo, l' importante e' che tu abbia avuto la sensibilità' e o' intelligenza per capire...non è' da tutti.
    Poi un' amica psicologa un giorno mi ha detto: " non esistono le mamme perfette ma solo quelle sufficientemente buone"...
    Un abbraccio

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    1. Ti dirò, non avevo mai voluto essere perfetta, il mio obiettivo era sempre stato "fai del tuo meglio". Solo che non ho fatto nemmeno quello...

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  4. Quando ti metti davvero nei loro panni, cercando di guardare con i loro occhi e di immedesimarsi con calma e rispetto nei loro sentimenti è sempre un casino! A me è capitato la prima volta quando un suo libro mi ha inaspettatamente mostrato il tragico momento della messa a nanna dal suo punto di vista. Ho detestato quel libro (a letto piccolo mostro) perché per la prima volta mi sono vista con il suo punto di vista, cioè stanca, nervosa, pronta a urlare se ci metteva di più in bagno o se per gioco si toglieva il pigiama per correre ancora una volta intorno al divano, esasperata al termine di una giornata di lavoro stancante, ma in cui, in effetti, ci eravamo visti solo tre ore. Da quel momento ho lottato parecchio per trasformare almeno quel momento, perché per lui era importante, ma certe sere si fa più fatica di altre, certi mesi sono peggiori di altri. Quello di cui però sono convinta è che non si può ogni ora di ogni giorno vedere la vita attraverso i loro occhi, innanzitutto perché è impossibile sapere davvero cosa provano o come interpretano le cose, possiamo solo provare, ma poi anche perché una famiglia deve tenere conto di ogni elemento, nessuno viene lasciato indietro (per dirla alla Lilo e Stitch), e questo vale anche per le mamme! Stai vivendo un periodo faticosissimo, hai avuto la forza e l'intelligenza per capire che dovevi cambiare rotta, quindi sei una madre estremamente figa, cerca di modificare quello che non vi piace, ma magari inizia dal titolo di questo post: nessun mea culpa, cara! ( e scusa il pippone!)

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    1. Naaaaaa... non era un pippone anzi!! Molto consolatorio. E' vero che non sono sicura che i suoi pensieri siano proprio quelli che gli ho attribuito, ma credo di esserci abbastanza vicina. E credo soprattutto di essermi messa troppo al centro io ultimamente lasciando lui, non dico indietro, ma di sicuro in disparte. Comunque quel libro non me lo prenderò, sappilo! :-P (anche se in realtà il momento della nanna - che lui chiama "il pigiama party" in realtà qui è il più tranquillo: leggo una pagina e crollo insieme a lui nel letto!! Niente scene, da entrambe le parti...)

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  5. Guarda, il fatto che tu sia riuscita a vederti dall'esterno con questa obiettività ti fa enormemente onore.
    E mi suggerisce che dovrei fare lo stesso.
    Brava Franci!
    Ora non ti resta che rimediare e sono certa che saprai farlo.
    Per fortuna i bambini capiscono e perdonano le nostre debolezze, se noi sappiamo non approfittarne troppo a lungo e credo che tu sia arrivata in tempo!
    Grazie per questo post che mi ha fatto riflettere e...che la melassa sia con voi!

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    1. Grazie mille e buona melassa anche a te.
      Questo post era molto più "intimo" dei miei soliti, era più uno sfogo e un monito per il futuro, ma se ti sono stata in qualche modo utile ne sono felice! :-)

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  6. Ti posso abbracciare forte forte, prima di qualsiasi altra cosa? perchè secondo me non hai molto bisogno di consigli, ha già inquadrato perfettamente la questione da sola...Ma invece quello che ti serve è qualcuno che ti stringa e ti dica che va tutto bene, che capita a tutti di avere un momento no, in cui non si riesce a sbrogliare la matassa, ma che poi improvvisamente si capisce come procedere, e tutto torna a posto. Ce la puoi fare!

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    1. L'abbraccio è graditissimo, credimi. :-)

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  7. guarda, pancia a parte, mi ci sono ritrovata in questa situazione, anche molte volte (questo è un periodo positivo, ma nei mesi passati…). E ti capisco TANTO! per tutto: i sensi di colpa, lo schiaffato al sedere per esasperazione, le prediche, l'ignorare finché passa, ma non passa, almeno no quando vorremmo noi. E alla fine anche se ignori, il capriccio estenuante ti fa comunque saltare i nervi, soprattutto se sei stanco anche tu…grazie per averci aiutato a vedere le cose dall'altra parte perché, sarà strano, ma non viene poi così automatico ;-)

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    1. A me non veniva automatico per niente. Sono stata settimane ad arrabbiarmi e autocommiserarmi per quanto mi faceva saltare i nervi. C'è voluto tanto, troppo tempo per avere, totalmente all'improvviso, un quadro diverso della situazione...

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  8. non sentirti così! anche se capisco benissimo perchè ti ci senti, ci sono passata: gelosia e stanchezza sono un binomio quasi satanico! come ti hanno già detto tutti, è una gran cosa che tu abbia saputo e voluto accorgertene. è questa l'unica cosa umanamente possibile che possiamo chiederci! e poi ricordati che per i bambini diventano significative le cose che vivono ordinariamente, non quelle che sono eccezioni che nella vita di tutti capitano un abbraccio, ...e magari non parlargli tanto della pancia!

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    1. Sì, probabilmente abbiamo un po' esagerato nel parlargli della pancia e della sorellina... lui sembrava così ben disposto che ci siamo troppo lasciati andare e non abbiamo capito che forse la sua è solo una facciata oppure che lui scinde nettamente la questione sorellina dalla questione mamma-con-pancia=mamma-meno-presente.

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  9. hai messo nero su bianco quello che ho passato per mesi...sembra la mia vita...e io ci ho messo molto più che qualche settimana per capire e per usare la "tattica melassa", e ogni tanto ricasco nella sgridata, nell'urlo isterico, nello sculaccione. a mia discolpa posso dire che lui ero più piccolo di Tommi quando è nata lei, boh non so, e che le fasi di isterismo ogni tanto tornano.
    Però ti scrivo per ringraziarti, perchè quando leggo post come i tuoi o qelli di Giada penso ma guarda un pò ste ragazze lavorano, tirano su dei bimbi hanno una casa fanno da mangiare e gli avanza pure tempo per disegnarecolorareinventaretagliaincollaechipiùnehapiùnemetta!! E mantengono sempre la calma oibò!
    GRAZIE per essere una mamma straordinariamente normale baci baci Elisabetta

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    1. Come vedi sono una mamma molto normale anzi, direi che nelle ultime settimane sono stata decisamente sotto la media.
      A volte i blog falsano la realtà: io ho scelto deliberatamente di condividere qui cose positive, attività, esperienze e risate, perché non volevo che fosse uno spazio di lamentele e autocommiserazione. Lamentarsi è lo sport nazionale e non mi è mai piaciuto.
      Ma a volte bisognerebbe ricordare a chi legge che non c'è solo quello che compare in queste pagine e che tutte queste cose belle, anche se non sono una facciata o una maschera e anche se accadono davvero, sono comunque una parte, a volte minoritaria, delle nostre giornate.
      Grazie a te, che sei una mamma normale e non hai paura di dirlo! :-D

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  10. Cara Francesca,
    se potessi ti abbraccerei!
    E non sai quanto ti capisco, e non sai quante volte anche io mi sono sentita come te. Fare il genitore è la cosa più difficile e complicata che mi troverò mai ad affrontare.
    Però, io credo che sia sopratutto da un post come questo che si capisca quanto tu sia una brava mamma. Perché non è mai scontato calarsi nei loro panni e mettersi in discussione. Questo weekend ho pensato un sacco a quello che hai scritto, quindi ti ringrazio!
    Barbara la mamma di Pietro :)

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    1. Grazie mille per quello che dici. Come avevo già detto sopra, questo post nasceva più come uno sfogo che come un consiglio e di certo non come un monito per altri fuori da me stessa. Ma se in qualche modo ti sono stata utile ne sono molto felice.
      E, per inciso, da quando ho cambiato atteggiamento io, lo ha cambiato radicalmente anche mio figlio! (non che sia un santo, chiaro, ma le scene isteriche e le provocazioni deliberate sono nettamente calate, poi io cerco di prenderle bene e passano molto prima e in modo meno drammatico!) :-)

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    2. Sono contenta che le cose vadano meglio. Piano piano si aggiusta il tiro :)
      Credo poi che una cosa importante sia non sentirsi soli... o almeno è importante per me. Sapere che quello che vivo mi rende vicina ad altre persone, mi fa sentire anche un pochino più forte. Ché spesso costruire nuovi legami (al paesello poi...) non è facile per niente. E di 'sti tempi, un po' d'empatia farebbe bene proprio a tutti.
      Barbara

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    3. Ma io non avevo capito che eri tu!!! :-D
      Guarda, non mi parlare della difficoltà di nuovi legami... io sto qui da tre anni e quasi non conosco nessuno... ho un carattere di merda, tra il timido paralizzante e l'orso-solitario, e questo mi porta ad avere solo legami superficiali con le persone con cui vengo in contatto. Ma amicizie vere boh... comincio a chiedermi se è impossibile (almeno per me) andare avanti oltre a quelle d'infanzia oppure se è solo un problema di isolamento (che, lavorando da casa, sicuramente aumenta).
      Cmq, come dici tu, sapere che altri hanno lo stesso problema, che non sei sola, che sono cose che possono capitare a tutti e non sei tu ad essere sbagliata (anche se magari in un certo periodo ti sei comportata in modo sbagliato) aiuta un sacco... :-)

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  11. Pure a me mi ci è voluto tantissimo, e ancora oggi mi ci vuole un sacco per capirlo e mettermi dalla sua parte, di quello grande intendo, è che noi mamme siamo sempre prese presissime da un sacco di cose e loro poveretti ci vorrebbero al 2000% e invece chissà come diamo sempre tutto per scontato. Un abbraccio :)

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