L’idea di una casetta in miniatura c’è sempre piaciuta.
La mia amica E. ne aveva una, di stoffa con l’intelaiatura in ferro, e da piccole c’abbiamo giocato tantissimo: entra-ed-esci, apri le finestre-chiudi le finestre, dormi-cucina-rannicchiati-e-confidati. Confesso che era una delle cose che le invidiavo di più, dopo La-nouvelle-cuisine che era, senza dubbio, il mio desiderio più feroce (ancora oggi, a ripensarci, mi vengono i crampi dalla voglia! A Tommi costruirò qualcosa di simile, sicuro!)
Comunque, tornando al dunque, abbiamo deciso di fare una casetta per Tommaso: qui lui si nasconde e da qui ci sorprende affacciandosi alle finestre, qui accoglie i suoi amici animali e pochi altri privilegiati (anche noi, già, e allora dobbiamo rannicchiarci tutti per non far uscire nemmeno un dito del piede…), qui si mette a leggere tranquillo e qui scatena terremoti…


