lunedì 14 ottobre 2013

STRISCE: Zoologia dell'inserimento scolastico


Voi non lo sapete - o forse lo immaginate grazie a commenti in proposito che ho lasciato qua e là - ma il nostro inserimento a scuola non è stato esattamente rose e fiori.
Lo so, lo so, state pensando che è colpa mia, che ero partita male io, che incosciamente la mia nostalgia per il bambino-bisognoso-della-mamma che ormai non era più ha influenzato negativamente il suo ingresso a scuola eccetera eccetera.
Ma giuro che nemmeno nelle mie più perverse fantasie da mamma accentratrice avrei mai, mai, e ripeto MAI, voluto (o immaginato) tutto questo.

Tutto questo significa un disastro epico per dei genitori evidentemente viziati quali siamo, che tutto sommato non hanno mai avuto problemi seri col loro figlio e che non erano mai stati sottoposti a stress emotivi di questo calibro.
A questo aggiungete che abbiamo dovuto frequentare la scuola. Per svariati giorni e a svariati orari. Potendo così osservare un’ampia tipologia di fauna in grembiulino, che qui andiamo ad elencare:

IL CARDELLINO: è l’inserimento perfetto, quello che tutte le mamme sognano. Il treenne entra in classe sereno, mano nella mano con la maestra, e si mette a giocare. Se qualche bambino gli strappa di mano i giocattoli lui non piange, non fa storie. Ne cerca altri o si mette a disegnare, zufolando come un uccellino a primavera. Al momento dell’uscita corre incontro alla mamma con il faccino sorridente, pronto a raccontare la giornata. Figlio sereno, madre serena e gratificata.
Non me lo sto inventando. Esiste. Tommaso ha fatto così. Il primo giorno.
IL MULO: è il bambino che scalcia, che raglia, che morde la mamma colpevole di volerlo portare a casa alla fine dell’orario scolastico. Casa e mamma sono il demonio, con immaginate quali risultati sull’autostima di entrambe.
Se potesse, il nano dormirebbe in classe, abbracciato a tappeti polverosi e peluche ridotti ormai a zombie in poliestere, nutrendosi di didò e farina gialla. Tenta la fuga (e il ritorno in classe) in più modi: sfilandosi il grembiule che la mamma ha agguantato per il colletto, aggrappandosi al cancello, rifiutandosi di camminare e sollevando nuvole di polvere atte a nasconderne la fuga.
Occhei, se Tommaso avesse fatto così mi sarei come minimo offesa. Cavolo, siamo stati tre anni insieme, con un implicito “finalmente mi tolgo di torno ‘sta rompiscatole” il mio amor proprio ne avrebbe risentito pesantemente. E il mio amor proprio, non so se lo avete notato, ha un certo peso.

IL GECO: non è che la scuola gli faccia schifo. Ci resiste, per un po’. Due ore, massimo tre. Poi inizia a lamentarsi, a chiamare la mamma, a chiedere alle maestre di chiamare la mamma, a fissare l’orologio con occhioni spalancati di tristezza, ad appiccicarsi al vetro come un geco per essere il primo a vederti arrivare, fantasma malinconico che infesterà di senso di colpa i tuoi incubi per i mesi a venire. Fa tristezza solo a guardarlo, seduto in un angolo, struscia i piedi per terra e si gode la scuola solo al momento dell’uscita.
Il geco - miracolo darwiniano - può evolversi in cardellino. Ma può anche degenerare. Drammaticamente, inesorabilmente, verso abissi che non riuscivate nemmeno a immaginare prima.
Noi siamo degenerati. E ti pareva.

IL PIRANHA: manifesta il suo disagio per l’inserimento aggredendo i compagni. Di preferenza usa i morsi ma qualsiasi altra arma - propria o impropria - va bene, meglio se difficilmente individuabile da maestre e bidelle. Se beccato e rimproverato, libera la sua energia distruttiva buttando all’aria fogli, colori e cuscini, rovesciando il tavolo della farina e correndo come un indemoniato tra seggiole e banchi. Alle mamme, che non riescono a capire perché un bambino così dolce si trasformi in classe in un tornado tropicale, si consiglia di prestare attenzione a fenomeni di gelosia tra fratelli.
Quando è nata mia sorella sono diventata un bambino-piranha anch’io, so di cosa sto parlando.

LA PIOVRA: è l’inserimento più disastroso che esista, dal punto di vista psicologico e fisico. Il treenne si aggrappa, si accartoccia addosso al genitore con tutti gli arti disponibili e in posizioni che nemmeno il più ardito kamasutra; gli artiglia la schiena con le unghie, si annoda ai capelli, gli ciuccia la gola; il tutto condito da un fiume infernale di lacrime e moccolo e da implorazioni da spezzare il cuore.
La piovra non desiste, non si rassegna. Se cerchi di consolarlo e rassicurarlo ti si appiccica ancora di più. Se fai la dura e lo lasci comunque a scuola, si aggrapperà allo stesso modo alla maestra, alla bidella, impedendo loro di respirare finché, dopo massimo 50 minuti, ti diranno di tornare a prenderlo.
La piovra è ossessiva. La scuola è il suo incubo, il suo chiodo fisso. Ci pensa mentre gioca, mentre dorme, ci pensa mentre mangia e mentre fa la pipì implorandoti, ogni volta, di non farcelo tornare.
La piovra ti fa cadere in abissi d’inadeguatezza e senso di colpa, scuote le tue certezze, insozza i tuoi ricordi. Ti trovi a chiederti se tu - tutto sommato - ci stavi davvero bene a scuola o se l’idillio era solo immaginato, se il beneficio valga la sofferenza e se è poi così importante che a tre anni impari a interagire coi coetanei.

Tommaso, ovviamente, è stato una piovra. Dopo un illusorio e ingannevole giorno da cardellino, due da geco e una settimana d'influenza, in una vertiginosa escalation negativa che c'ha lasciato spossati. Adesso ci ridiamo sopra ma, credetemi, è stato un incubo.
Buona notizia: alla fine se ne esce. Lentamente, con duro lavoro e sorrisi forzati, la piovra inizierà a salire sullo scuolabus con un tremolante sorriso, a passare meno tempo avvinghiato alla maestra e a capire che la scuola non è il girone infernale che era sembrato all’inizio. Grandi progressi insomma.
Questo almeno fino all’influenza successiva.
Poi si ricomincia tutto da capo.
Sob.

E voi? A che specie appartengono i vostri figli? :-)

33 commenti:

  1. carissima, io quest'anno mi stò sorbendo 2 inserimenti uno a scuola elementare (dal quale devo ancora riprendermi IO.....!!!!! caspiterina la botta è stata dura) e uno alla primavera (leggi asilo nido). Sono fortunata i miei cuccioli sono entrambi cardellini almeno per il momento. Però la fauna che hai descritto l'ho ritrovata tutta. Sei un'ottima osservatrice. Io ho una mia teoria sugli inserimenti.... magari se ti va un giorno di questi te la illustro. buona giornata

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    1. Illustra illustra ti prego (qui sotto o via mail, come vuoi), magari mi aiuta a capire meglio perchè dopo un anno di preparazione psicologica ed entusiasmo verso la scuola siamo finiti in questo abisso... e magari mi aiuta a uscirne, dato che adesso il nano è di nuovo a casa malato e tremo al pensiero di quando dovrà rientrare!! :-O

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  2. Povero il vostro piccolo deve essere stato straziante, soprattutto per te! Anche il mio nanetto ha iniziato l'asilo a settembre ma per fortuna si è rivelato (per ora) un cardellino!
    speriamo duri!!

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    1. Non sai che invidia!! anche perchè io l'ho provata, per una sola bellissima mattinata, la gioia di essere mamma di un cardellino: io e il babbo al parco, sotto il sole, a leggere, sereni e tranquilli che tanto lui era tranquillo.
      La cosa non si è più ripetuta e abbiamo passato mattinate in preda all'ansia, con la mano pronta verso il telefono nel caso chiamassero da scuola (e chiamavano, credimi!). grrrrr.....

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  3. Ale quest'anno (il suo secondo di nido) è stato cardellino, poi piovra e poi di nuovo cardellino. Per fortuna ora non piange quando entra in classe, anzi oggi mi ha perfino salutato. Abbiamo stabilito una serie di rituali: lo stesso percorso in macchina, la musica di sottofondo che lo rilassa, il suonare il campanello per aprire il cancello, andare verso gli armadietti per cambiare le scarpe e poi insieme verso l'aula. Fino alla scorsa settimana gli facevo prendere un giochino fuori dalla classe per distrarlo, ma ora non ne ha più bisogno. Vedrai, migliorerà. Anche io temo di nuovo un ritorno della piovra!

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    1. una PIOVRA?!? tutta la mia comprensione... :-(
      noi abbiamo visto che mandarlo con lo scuolabus era molto meglio che portarlo noi, perchè lì in alto, seduto con gli altri bambini, passando vicino ai trattori o al campo con le mucche, si distraeva più facilmente dal pensiero del distacco (ma è anche più grande... e per il nido non credo esistano scuolabus, no?!?).
      e sì, la storia dei rituali funziona anche per noi: il nostro è portarlo in braccio stretto stretto fino al momento di salire sul bus... :-)

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  4. ahahah...mi sembrano metafore molto azzeccate!!
    Ti ringrazio tanto per aver aderito al mio LINKY PARTY - Swap Away di Natale. Buona fortuna :D!!

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  5. se fossi in te raccoglierei due o tre post sull'argomento... le tue belle illustrazioni e preparerei un libretto da inviare agli editori!! Perchè mia cara oltre a illustrare stupendamente, scrivi altrettanto bene e in modo divertente!! un abbraccione Fra

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    1. non è che ti avanzano 5 minuti al giorno come PR?!? recentemente mi è stato detto che come PR di me stessa faccio veramente schifo!! ;-P

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    2. idem cara!!! ma per gli altri è più facile!! :)

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    3. Concordo pienamente con Claudia!!!
      Semplicemente fantastico tutto!!!
      Però mi dispiace sia stata così dura! Ti avevo avvertita che era una grande palla, ma non immaginavo a tal punto! Beh dai, però gli hai tenuto botta ed ora il cardellino volerà e canterà sempre più, vedrai! ;-)

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    4. uff... purtroppo dopo la seconda influenza siamo tornati a uno stato di piovra-geco... stamani c'ho messo mezz'ora per convincerlo ad andare a scuola (giurandogli che nn ci avrebbe mangiato - quando ieri aveva chiesto di mangiarci!!). sob. :-(

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  6. metre leggevo in mente sono scoppiata a ridere ad alta voce!! sei un genio!
    matteo, il più grande, ha iniziato a 20 mesi e dopo i primi giorni non proprio da cardellino ma comunque senza storie, ha iniziato una fase piovra dopo la quale si è arreso.
    pietro invece ha avuto sempre il fratello a cui dare la mano per entrare e quindi direi che è stato un perfetto cardellino sin dall'inizio, magari all'inizio inizio un cardellino dubbioso ma cardellino!
    concordo con clod, illustrazioni e testi meritano!

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    1. In teoria anche tommaso avrebbe dovuto avere l'amichetta - cardellino tranquillissimo, che iniziava la scuola con lui - a cui dare la mano e con cui giocare... ma non ha funzionato un granché (sebbene lei, santa donna, abbia continuato a stargli vicino anche quando era insopportabile)...
      Le piovre prima o poi si arrendono: confidiamo in questo... :-)

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  7. Sei troppo forte !!! Il mio è stato piovra solo il primo giorno per il resto cardellino! Però come vorrei potermi nascondere in classe per vedere come si comporta;-)))

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    1. Non lo farei fossi in te... meglio non scoperchiare certi vasi... pandora docet! ;-P

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  8. Questo sito è tutta una scoperta! Arrivo dal lInk Party di Vale e mi fermo volentieri tra i tuoi follower

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  9. una piovra discreta...si riesce a staccare facilmente. Dipende dalla maestra che trova in classe. Se il suo giocattolo preferito è libero, va tranquilla alla sua conquista. é una che il più delle volte entra in classe con l'aria della rassegnata-triste...:-)

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    1. Io come entra in classe non lo vedo... lo mando col pulmino... occhio non vede, cuore non duole!!:-D

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  10. io due cardellini, almeno quello!! BAci Elisabetta
    Ps : che sei brava, lo sai vero? no? beh adesso te l'ho detto

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  11. Ieri mentre tornavo a casa da lavoro, nel traffico, ripensavo al tuo post sull'inserimento... e ho pensato che secondo me Tommaso sta semplicemente così bene con la sua mamma che a confronto l'asilo è un po' una noia... poi è vero che prima o poi il distacco deve arrivare, ma che male c'è ad ammettere che per un bambino la cosa migliore, se può scegliere, è sempre e comunque stare con la mamma? Io credo che anche i cardellini, in fondo, se potessero scegliere, se ne starebbero a casa serenamente! Un bacione a te e alla piccola piovra-cardellino!

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    1. Detto così è molto gratificante, grazie!! :-D
      Però il fatto che lui non sappia interagire coi coetanei (o che comunque gli ci voglia un'ora prima di superare una timidezza paralizzante e iniziare a giocare) può essere un po' un problema... ed è anche un problema che adesso, credo per paura del distacco, si è attaccato a me come una piovra... per dire, l'altra sera che io ero a yoga, lui si è rifiutato di mangiare!! :-O

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    2. la timidezza fa parte del carattere, non credo sia per il fatto che non sia abituato a interagire con i coetanei... Anche io sarei spaventata (anche ora che ho passato i 30!) da una massa di treenni urlanti...e tuo figlio che è avanti, ne è giustamente intimorito! Comunque anche a me Polpetta si era attaccata tipo piovra quando avevo iniziato a lavorare (e aveva 7 mesi...), ma ingorda com'è sul cibo non si è mai fatta problemi... magari reagiva non dormendo, e volendo solo me per addormentarsi! Insomma, ognuno ha i propri modi per manifestarlo, ma penso che sia una cosa normalissima... la mamma è la mamma, e nessun asilo né nessuna maestra potranno mai sostituirla! :)

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  12. Prima di tutto sono morta dalle risate leggendo le tipologie di treenni spiegate da te e completate da disegni deliziosi... troppo forte! La mia esperienza? il primo (ora 8 anni) timido e sereno che ti riempiva di baci e abbracci e quando te ne andavi continuava sulla maestra che poi ti diceva "che bambino affettuoso!"... tutto sommato niente di disastroso, anzi faceva tenerezza ed io restavo tutto il giorno con il magone alla gola pensando che il mio cucciolo aveva bisogno dei miei baci!
    Il secondo (quasi 5 anni) al nido, aveva un anno, era modello piranha, non faceva storie, andava volentieri all'asilo, ma si cibava di bambini come fossero pane. Noi genitori inorriditi non sapevamo come fare, anche perchè a casa non aveva mai fatto una cosa del genere. Poi, quando ha iniziato ad esprimersi bene a parole ha smesso di mordere ed ha iniziato a comandare. Lo fa ancora, adesso è il leader della classe ma le maestre dicono che è bravissimo e le aiuta con i più piccoli.....
    che dire... sono proprio diversi!

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    1. che ti posso dire? anche io e mia sorella siamo diversissime, come carattere (come abbigliamento, come trucco, come fisico eccetera eccetera). ma alla fine l'essere sorelle (o fratelli) si fa sentire comunque... :-)

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  13. Mia figlia ha fatto tre giorni da cardellino con anche mulo che non voleva tornare a casa, poi ha fatto 4 giorni da piovra, anche se mi han detto le maestre che durava massimo 5 minuti, e poi finalmente cardellino sempre ;)
    Deddè è sempre stato un cardellino, mai problemi, anche se si inventava un mal di pancia inesistente lungo la strada mentre andavamo i primi giorni :) comunque sono entrambi sereni e contenti di andare, a parte la sveglia presto che non sopportano!

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    1. due cardellini o quasi... che fortuna!!! :-D

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  14. me l'ero persa questo post....quanto è vero quello che dici e disegni!!!!!
    La nostra esperienza? Leo ha cominciato a 9 mesi ed era abbastanza cardellino (forse non si rendeva troppo conto di quello che capitava?) finche non ho avuto il part time, il che ha coinciso con il fatto che lui stesse con me dal sab al martedi e andasse al nido solo 3 giorni.Quindi era PIOVRA al mattino. Per di piu era diventato vittima di qualche piranha e per difersa ha ovviamente tirato fuori i denti pure lui.
    Questa estate, poiche era sempre malato (altra disgrazia che si accoppia spesso ai primi anni di nido/materna) abbiamo deciso di toglierlo dalla scuola dandogli la possibilita di stare dai nonni in campagna quando lavoro. Devo dirti come ha ripreso l'inserimento dopo questo lungo periodo di coccole ed attenzioni? PIOVRA tutte la mattine...tristezza...
    Per fortuna il tempo di riordinare giacca e scarpe nell'armadietto sono sufficienti perchè si distragga, così quando vado via sono un pochino piu tranquilla...non lo vedo, ma almeno non lo sento piu piangere disperato!
    Comunque sono daccordissimo con Stefania Manomanina. Loro sarebbero piu contenti di stare tutto il giorno con mamma e papà a giocare. Tu non preferiresti essere sempre in vacanza a divertirti con la tua famiglia?
    E' giusto che loro esprimano il loro disappunto e il modo che conoscono è piangendo... Impareranno a gestire il distacco, l'assenza della mamma, ad interagire con i compagni... ma che sofferenza per noi genitori!!!!
    hai tutta la mia comprensione.
    www.giokaconleo.blogspot.it

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  15. che bello il tuo sito!
    se ti puo consolare la mia va al nido dai nove mesi (dopo una splendida e facile settimana di inserimento ha capito il distacco e si è ammalata a 40 di febbre e abbiamo dovuto ricominciare.. in modo molto meno splendido)
    ora ha 2 anni e mezzo e di nido ne ha fatto tanto ma... ha comunque problemi a socializzare, basta un luogo o persone che non conosce che si immobilizza, o un altro bambino che fa quello che vuole lei (lo scivolo o una casetta da esplorare) che si arrabbia/lagna/non lo vuole e se va bene abbandona il campo.
    A me spiace per lei che non si gode il gioco o i momenti ma temo di non poterci fare nulla, crescera' e gestira' meglio..
    Silvia

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    1. sì, il problema è che non puoi farci molto e spiegare, cercare di fargli capire che potrebbe stare meglio se fosse più "collaborativo" non funziona per niente.
      lui sta ancora male di continuo e ogni volta facciamo un passo indietro rispetto all'ultimo giorno di presenza. Sono passati 2 mesi e mezzo e ancora non va oltre l'una e mezzo... :-(

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