Questo blog
sta diventando un corso di cucito per negati ma giuro che questo è l’ultimo
pezzo e l’ultimo tutorial. Almeno per cinque o sei mesi.
È che quando
tiro fuori la macchina da cucire, il che solitamente avviene dopo svariati
sospiri languidi equamente alternati a occhiate terrorizzate, cucio freneticamente
e ossessivamente, nel caos più assoluto, tra frammenti di stoffa e fili
svolazzanti, cercando di spuntare più voci possibile dalla mia lista prima che
mi passi la voglia o arrivi mia madre (e mi metta in castigo per la
confusione). Poi, una volta che la voglia è passata, la macchina da cucire
torna nello sgabuzzino, a muffire per altri 6 mesi.
Comunque, la
mia ultima “fatica sartoriale” (intendetela ironicamente per favore e,
compassionevoli, andate oltre) è stata un sostituto del cappello, che il nano
non voleva assolutamente portare ma che dicesi indispensabile, soprattutto al
mare e soprattutto dopo la tosatura integrale che abbiamo fatto alla sua chioma
riccia e, genitorialmente parlando, scomoda da morire.
Il sostituto
è una bandana… e non una bandana qualsiasi, ma la temutissima, fichissima…










