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martedì 13 settembre 2016

STRISCE: L'inizio della scuola

Come la mia vita ormai da parecchio tempo, 
come tutto il resto, 
anche l'inizio della scuola elementare per il neo-seienne, è stato un po' frenetico. 
Un tempo ero persona organizzata e precisa. Un tempo. :-)


giovedì 14 gennaio 2016

IO e la Iole

Come chi ci legge sa, quest’estate ci siamo trasferiti. 
La nostra sistemazione temporanea (incrociando le dita) è un appartamento col giardino, accanto ai nonni e sotto ad una coppia felice. Lui si chiama Mario, lei Iole.
E lei, “la Iole” per dirla come diciamo qui, è la mia nemesi e il mio senso di colpa ambulante, perché se è vero che quando si vive a 24 gradini di distanza è normale fare confronti su stili di vita e management familiare, è vero anche che il risultato del confronto è netto e impietoso.
Ovviamente per me.

La Iole ha un aspetto impeccabile, coi capelli in piega anche quando porta la tuta, senza ricrescita e con un’estetista che le viene a casa appositamente per la pedicure. 
Ai miei capelli non sono bastati 32 anni per capire se vogliono essere ricci o lisci, accontentandosi della sola certezza d’essere crespi, e mi imbarazza pensare da quanto tempo non vado da qualcuno di competente per la cura del corpo.

domenica 18 ottobre 2015

Noi camminiamo


Ho comprato un paio di stivali. 
Stivali di gomma, per calpestare senza paura pozzanghere e ruscelli ai lati del marciapiede, per camminare anche quando fuori piove.
Da casa nostra la scuola dista 7 minuti a piedi. E tutte le mattine noi camminiamo, col giacchetto in mano quando è bel tempo, con stivali e mantellina quando è brutto, con Olivia che sgambetta nel passeggino o senza, con lo zainetto che dondola sulle spalle.
Camminando parliamo tanto, cantiamo, giochiamo al passo del ghepardo, del gambero, del ranocchio, del leone che insegue la gazzella e del cane che si morde la coda. Raccogliamo foglie e rametti. Io racconto e lui ascolta. Lui racconta e io ascolto.

Siamo fortunati, ad avere quei 15 minuti ogni giorno, 15 minuti tutti per noi, senza altro da fare, senza altri pensieri se non camminare e stare insieme. 
E mi viene da pensare che avrei potuto farlo anche prima, anche quando la scuola era più lontana. Avrei potuto prendere una bici, avrei potuto portarlo a volte in braccio. 
Bastava pensarci, bastava volerlo. Bastava comprarsi un paio di stivali e non farsi spaventare dalla strada lunga, dalla pioggia, dal tempo perso e dalle cose da fare.
Bastava provare, iniziare. E dopo poco scoprire che vorresti fosse più lunga, la strada da percorrere insieme ogni giorno.

E voi? Come andate a scuola? Avete la possibilità di andare a piedi? Ci avete mai pensato?

A presto, anzi prestissimo!

martedì 30 giugno 2015

Pigiama party e cosa bella

Il nano è al mare coi nonni e noi siamo a casa.
A casa, al lavoro e con una piccola che ha diritto ogni tanto di ricevere coccole in esclusiva.
Ma se il nano è lontano vuol dire che non siamo lì, a stringerlo se di notte fa sogni brutti.
Sì perché questa dei sogni brutti è stata la Paura di quest'anno. 
La Paura con la P maiuscola, quella che ti viene in mente all'improvviso, mentre sei in macchina e non c'entra niente, che ti fa piangere e ti rende insicuro.

lunedì 25 maggio 2015

STRISCE: L'insostenibile IRREQUIETEZZA dei secondi

Non per scadere nel luogo comune, ma quelli che dicono che "i secondi sono più svegli" hanno ragione. 
Almeno qui da noi. 
E sempre se per "più svegli" intendono "quasi ingestibili".
Così, tra tentativi di evasione da un seggiolone considerato sicuro come un penitenziario, bernoccoli a profusione e dispetti mirati specificatamente a mandare fuori di testa il precisino di casa, 
noi abbiamo scelto di prenderla a ridere. Per non piangere.
Perché anche quando primi e secondi fanno comunella, il risultato non cambia. Un gran casino. 
E ti pareva.

E non aggiungo altro.
Buon lunedì! :-D

domenica 8 marzo 2015

We LOVE rugby (part1) - intervista tripla

Chi ci segue da un po' lo sa, che da noi è rugby-mania. 
Prima erano solo le partite alla tv, 
poi siamo passati ai biglietti per il 6 nazioni come regalo fisso per Natale (il che ha comportato per la sottoscritta un sacco di pensieri in meno e una bella giornata libera ogni marzo), 
da due anni poi Valerio allena e gioca e quest'anno infine è stato il turno del nano.

Quando parliamo del nano a rugby veniamo alternativamente
- considerati molto fighi e anticonformisti per non aver ripiegato sul solito calcio
- considerati degli scervellati imprudenti che si troveranno quanto prima un nano con ossa e naso fratturati e sarà tutta colpa nostra.
Personalmente oscillo equamente tra entrambe le posizioni ma in ogni caso il rugby ci piace, ci piace tanto. Ed ecco perché...

E voi? Che sport fate fare (o non fate fare) ai vostri figli e perché?

lunedì 29 settembre 2014

Il topo nella doccia

 Qui è ufficialmente iniziato, sappiatelo.  E se avete avuto dei figli lo sapete di sicuro. 

Il periodo degli ormoni a precipizio, delle endorfine in caduta libera, del suicidio del progesterone.

Il periodo delle tette asimmetriche, che dopo averne svuotata completamente una, spinta dalla fame, la neonata riesce a malapena ad attaccarsi all’altra e poi si addormenta, lasciandoti con un melone, un’arancia e un reggiseno perplesso.

lunedì 1 settembre 2014

10 regole di sopravvivenza domestica per secondogeniti


Settembre è arrivato ed eccoci qui, siamo tornati e siamo – più o meno – in forma.
In questa estate così anomala abbiamo biecamente approfittato della disponibilità di quattro nonni che si spupazzavano i nani per costruire i mobili della sala (Valerio) e cazzeggiare tra lavoro e sculture in ceramica (io). Per ricaricare le pile e, ogni tanto, sbattere la testa contro il muro. E osservare crescita e dinamiche del rapporto tra fratellone e sorellina.

Da qui – e dalla constatazione di quanto sia dura la vita dei secondogeniti di fronte a fratelli maggiori con manie di protagonismo e smanie di possesso – eccoci stilare un decalogo-base dedicato ai Secondi, atto a favorire la sopravvivenza domestica e una convivenza il più possibile indolore con i Primi.
Non esaurisce l’argomento, ma diciamo che per qualche mese può bastare…


1 – Gli anticorpi non sono un optional
Se il Primogenito ha goduto di una casa pulita al limite dell’asettico (almeno nei primi giorni post-ospedale), se vestiti e biberon erano lavati nel modo apposito con gli appositi detergenti, se infine a parenti e amici in visita veniva imposto il lavaggio delle mani come conditio sine qua non per prenderlo in braccio, il Secondogenito viene esposto già dal suo arrivo a casa a uno shock batterico senza precedenti, sorbendosi le carezze, il solletico e le dita in bocca del Primogenito, che per l’occasione si è lasciato crescere le unghie di mezzo centimetro e le ha scrupolosamente infilate nella terra (per essere ottimisti).
Gli anticorpi quindi non sono un optional, o li hai o sei spacciato. Per la serie: questa è Sparta baby. E tu sei appena stato nominato.

domenica 6 luglio 2014

ZOOLOGIA della pancia

Dopo la zoologia dell'inserimento scolastico, potevamo farci mancare una zoologia per gravide tutta dedicata alla pancia? Dai che sono gli ultimi giorni (spero!) e poi smetto! :-)

domenica 8 giugno 2014

LA SECONDA PANCIA secondo me

Buon lunedì a tutte! 
Qui sono ere geologiche che non ci facciamo sentire, ma l'inizio di giugno ha rivelato sorprese inaspettate, per cui abbiamo dovuto rallentare (ed è dir poco) ritmi e attività. 
Tutto a causa della seconda pancia. 
E questa, dopo ben otto mesi d'esperienza, è la mia personale-personalissima opinione! :-)

mercoledì 26 marzo 2014

Le OSSESSIONI dei treenni

 Di recente ho scoperto le ossessioni dei treenni. Ed ho scoperto che sono roba seria.
Del tipo che il mio rileggere per la settima volta l’intera saga di Harry Potter - nonché essermi iscritta al sito Pottermore ed aver esplorato compulsivamente Diagon Alley e la Camera dei segreti - è, al confronto, roba da dilettanti. 
Io che raccolgo qualsiasi scarto e pezzettino di plastica perché non si sa mai a cosa potrebbe servire? Bazzecole. 
Mia madre che si lancia nell’ennesimo progetto di ristrutturazione del giardino o, in mancanza di quello, decide di ridipingere la facciata? Mio padre che cerca ceramica in qualsiasi posto visiti? Quisquilie e pinzillacchere. 

Quando un treenne individua l’Oggetto dell’Ammore non si tratta di un semplice interesse, di blanda passione, di sana curiosità. No, no, sono cavoli amari.
Cavoli riassumibili nell’acronimo SOIREE, alla francese, tanto per sottolineare che le vostre serate (ma anche le vostre mattinate, i vostri pomeriggi e, nei casi più tenaci, anche i vostri incubi) da quel momento in poi saranno infestati dall’Oggetto dell’Ammmore di cui sopra. Nei nostro caso dai dinosauri.
Cosa significa SOIREE? Ecco qui:

lunedì 14 ottobre 2013

STRISCE: Zoologia dell'inserimento scolastico


Voi non lo sapete - o forse lo immaginate grazie a commenti in proposito che ho lasciato qua e là - ma il nostro inserimento a scuola non è stato esattamente rose e fiori.
Lo so, lo so, state pensando che è colpa mia, che ero partita male io, che incosciamente la mia nostalgia per il bambino-bisognoso-della-mamma che ormai non era più ha influenzato negativamente il suo ingresso a scuola eccetera eccetera.
Ma giuro che nemmeno nelle mie più perverse fantasie da mamma accentratrice avrei mai, mai, e ripeto MAI, voluto (o immaginato) tutto questo.

Tutto questo significa un disastro epico per dei genitori evidentemente viziati quali siamo, che tutto sommato non hanno mai avuto problemi seri col loro figlio e che non erano mai stati sottoposti a stress emotivi di questo calibro.
A questo aggiungete che abbiamo dovuto frequentare la scuola. Per svariati giorni e a svariati orari. Potendo così osservare un’ampia tipologia di fauna in grembiulino, che qui andiamo ad elencare:

IL CARDELLINO: è l’inserimento perfetto, quello che tutte le mamme sognano. Il treenne entra in classe sereno, mano nella mano con la maestra, e si mette a giocare. Se qualche bambino gli strappa di mano i giocattoli lui non piange, non fa storie. Ne cerca altri o si mette a disegnare, zufolando come un uccellino a primavera. Al momento dell’uscita corre incontro alla mamma con il faccino sorridente, pronto a raccontare la giornata. Figlio sereno, madre serena e gratificata.
Non me lo sto inventando. Esiste. Tommaso ha fatto così. Il primo giorno.

lunedì 15 aprile 2013

STRISCE: Kamasutra dell'addormentamento coatto

Dopo il celebre (si fa per dire) Kamasutra della cacca, vi presentiamo il Kamasutra dell’addormentamento coatto. Ovvero la nostra quotidiana, lunghissima punizione serale.
Credetemi, siamo degli esperti.
Perché, dopo oltre due anni e mezzo, noi impieghiamo da 30 a 60 minuti ogni sera per addormentare lo gnomo e ci becchiamo in media un risveglio per notte. Il che significa riaddormentarlo da capo alle 3 del mattino o alzare bandiera bianca e trasferirlo nel lettone. Il che ovviamente significa non dormire più.
Senza contare che prima delle dieci e mezzo di sera la frase “Tommi, andiamo a letto” è praticamente un tabù.

Alcuni diranno perché siamo sfigati, ‘che evidentemente la genetica non ha fatto il suo lavoro e se io sono stata – da quel punto di vista – una bimba perfetta che si addormentava subito e non fiatava per tutta la notte, mio figlio invece è l’esatto contrario.
Altri diranno che ce lo siamo meritati, perché lo abbiamo abituato male sin dall’inizio, perché non dovevamo addormentarlo in braccio o spostarlo così presto in un letto più grande. O perché non abbiamo seguito nessun sacrosanto manuale per un corretto addormentamento (o meglio, abbiamo seguito varie teorie, ma con pochissima costanza e ancora meno successo). O per il ciuccio. O per il bagnetto.
Comunque sia, io ho smesso di torturarmi all’idea e ci rido su. Ehm… diciamo che ci provo.

mercoledì 27 marzo 2013

STRISCE: Io e Stacy


Io e Stacy ci frequentiamo da un po’. Sei mesi per la precisione.
Era l’amica di un’amica di mia sorella e, dopo la diffidenza iniziale, abbiamo deciso di provarci. O meglio, io ero diffidente e io ho deciso, dato che lei è sempre disponibile con tutti. Si fa in quattro, in dieci, in ventimila copie per gli altri.
Io e Stacy ci piacciamo un sacco.
O almeno così credo, dato che è sempre così gentile e sorridente e non mi dice mai “oggi hai fatto una schifezza, babe” (Stacy è americana, per cui usa un sacco di espressioni tipo babe, yeah, well-doooone-guuuuys eccetera). Non mi dice nemmeno che potrei comprarmi una tuta figa, possibilmente acrilica, possibilmente somigliante a un bikini e piena di buchi in punti strategici, anche se immagino che lo pensi, dato come si veste lei.
Io e Stacy ci guardiamo negli occhi e scaldiamo le mani come due pistoleri nelle piazze polverose del Far West e sappiamo perfettamente quello che ci aspetta.
Cioè due ore secondo lei, quaranta minuti secondo me, di aerobica per principianti.

Sì perché Stacy è la mia insegnante di aerobica a chiamata. Nel senso che apro una cartella sul mac, clicco su un video e la chiamo. Dai Stacy, che si comincia.
Che poi non so nemmeno se si chiami veramente Stacy, ma le sta tremendamente bene, americana com’è.
E Stacy raccoglie tutta l’energia che riesce a racimolare nelle sue cosce toniche, tutta la pazienza che le entra tra le tette strizzate nel top sintetico (cioè molto poca) e comincia a saltellare.

Ma ci sono alcune cose che Stacy non sa. Stacy ben vestita e circondata da tipi fighi che palesemente anelano a strusciarle contro bicipiti e pettorali sudati (bleah). Stacy dinamica ed energica su un finto ring oro e fucsia.
E cioè che io interpreto. Prendo licenze poetiche. Improvviso. Più o meno volontariamente.
Come?
Così:

martedì 11 settembre 2012

STRISCE: Kamasutra della cacca

Come si evince chiaramente dal titolo, questo post parla di cacca. Perciò se siete intolleranti al genere, schizzinose o solo fanatiche della pulizia, ve lo sconsiglio caldamente.

Ci sono alcune mamme che non mi capiranno. Mamme di bambini che vanno al bagno felici come scarabei stercorari, regolari come orologi, puntuali come l'influenza. Valerio, che non è più un bambino, appartiene con orgoglio alla categoria, per cui immaginate che scorno, per lui, avere un figlio che è tutto l'opposto.
Sì, perchè il ragazzo, al riguardo, è sempre stato stitico da mor... ehm... attappato... ehm... difficile e discontinuo. Decisamente difficile e decisamente discontinuo. Ricordo con piacere le volte in cui, aprendo il pannolino... no, vabbè, questo ve lo risparmio.
Comunque, se è vero che i tempi peggiori sono passati, è anche vero che il passaggio da pannolino a vasino si è dimostrato uno scoglio enorme, che ha dato vita a situazioni - e posizioni! - a dir poco imbarazzanti, in cui lo gnomo si è contorto, spremuto ed esibito senza pietà. Pietà per noi e la nostra reputazione all'estero ovviamente.
Ma noi siamo più generosi e quindi le condividiamo coi voi, o mamme afflitte da figli stitici, nella speranza che possano ispirarvi ed aiutarvi nel difficile e quasi quotidiano compito che vi aspetta: le 10 posizioni per un corretto "defecamento", tutte rigorosamente sperimentate (tranne una... vediamo se indovinate quale!!) e tutte, inesorabilmente, mezzo nudo che, si sa, se non ti spogli dalla vita in giù la cacca non esce!!
Sempre della serie STRISCE, ovvero pijamola a ride, che è mejo!


***
Colgo l'occasione - in realtà non c'entra assolutamente niente, anzi non vorrei che si offendessero, considerando il tema del post! - per salutare tutte le blogger che ho conosciuto sabato scorso alla Ficata di VerdeSalvia e in particolare Valeria: è stato bellissimo conoscervi di persona e voi siete state super-super-pazienti, ad aspettare quelle due o tre ore che mi ci sono volute per superare la timidezza paralizzante che mi affligge e iniziare a comportarmi da persona normale, dotata di favella e capacità di interazione!

lunedì 23 luglio 2012

Le CRISI ADOLESCENZIALI del duenne

Mio figlio è un bambino precoce.
Molto precoce.
Tanto precoce che a nemmeno due anni mostra tutti i tipici sintomi dell’adolescenza.

martedì 3 luglio 2012

STRISCE: La pipì

Estate: tempo di mare, sole e di zucchine, di gradite vacanze e compiti ingrati che nessun genitore può sfuggire. Potete fingervi malati, allergici o inguaribilmente schizzinosi, potete essere super-richiesti sul lavoro e/o troppo stanchi per farlo, ma comunque, prima o poi vi toccherà.
Sto parlando dello spannolinamento guidato, cioè quel processo per cui un bambino, mediamente intorno ai due anni, viene privato del suo pannolino e lasciato a scagazzare in giro nella speranza che prima o poi centri il vasino e impari a trattenerla il tempo necessario ad arrivarci.
E conviene approfittarne, dell'estate e delle vacanze, 'che farlo in pieno marasma lavorativo o con il suddetto bambino chiuso tra quattro mura è peggio. 
Senza contare che lavare cinque paia di mutande + un paio di sandali in plastica al giorno è sempre meglio che lavare cinque paia di mutande + cinque paia di calzoni lunghi + cinque paia di calze + un paio di scarpe in pelle che vi sono costate un occhio della testa. La differenza si traduce tutta in sanità mentale risparmiata, credete a me.

Comunque, noi l'abbiamo fatto.
Anche se con alcuni effetti collaterali, certo.
Eccoli qui. Per la serie "pijamola a ride, che è mejo!"