Era da almeno un anno che volevo farla ma, non so perché, avevamo sempre tergiversato e rimandato. Credo che il problema principale appartenesse alla serie "Ma dove la metto tutta quella roba?", immediatamente seguito dal "E poi, con tutta quella roba, che ci facciamo?"
No no, niente sopracciglia alzate e sguardi perplessi: mi viene molto più facile inventarmi un mondo da zero, con matite e pennelli, che trasformare quello che già c'è in qualcos'altro. E con un duenne che invece di collaborare mi gratificava -anche lui!- di sguardi perplessi e sopracciglia alzate, la cosa mi risultava ancora più difficile.
Ma adesso il duenne è diventato treenne, ha imparato a usare le mani con molta più precisione e l'immaginazione con molta più libertà e gusto per il surreale e quindi ci siamo costruiti la nostra coloratissima, profumatissima "Scatola Della Natura".
Occhei lo so, il nome lascia a desiderare e quantomeno sforzarsi di tradurlo in inglese l'avrebbe reso un tantino più figo, ma al treenne piaceva così... voi chiamatela pure "Nature's box" o meglio ancora "Wild box"... lo farei anch'io se potessi! ;-P
Comunque, tornando alla nostra scatola, il primo passo è una bella passeggiata nella vigna-campo-parco-giardinetto-siepe striminzita sotto casa e raccogliere quanto più materiale si trova.
Questo è quello che abbiamo portato a casa noi qualche giorno fa: i colori caldi e croccanti dell'autunno, le ghiande smangiucchiate dagli scoiattoli, il finocchio profumato e una maliziosa melagrana - ma quanto saranno belle, le melagrane, con quella coroncina poggiata vezzosamente sulla testa e i semi rosso sangue che si rivelano appena sotto la buccia?