Visualizzazione post con etichetta su di me. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta su di me. Mostra tutti i post
giovedì 1 settembre 2016
SETTEMBRE
Sono passati dei mesi.
Mesi in cui ho riflettuto sulla ragion d'essere di questo blog e sulla sua effettiva utilità, ora che il seienne i giochi se li costruisce da solo e grazie-mamma-ma-faccio-da-me.
Mesi in cui non ho fatto assolutamente niente di quello che avevo progettato, in cui ho lavorato troppo lasciando troppo poco spazio al resto, in cui ho visto poche persone e pochi posti nuovi, in cui non ho recuperato energie ma semmai accumulato stanchezza. E mi è sembrato a luglio di essere già a settembre.
Settembre ha sempre portato con sé uno strascico di malinconia. Forse per la routine che ricomincia, forse per le giornate che fingono di essere estate ma che estate non sono più.
Non posso dire di tornare "bella carica", assolutamente no.
E non ho neanche più tempo di prima da dedicare a questo blog, anzi forse è il contrario.
Però in questo periodo di brutte notizie, di liste mai spuntate e dell'insoddisfazione che ne deriva, di giornate faticose e sempre simili, una cosa che voglio davvero è annotare quei "sobbalzi di ordinaria felicità" che ci sono, nelle mie giornate. A volte confusi in mezzo alla routine, ma ci sono.
Le volte in cui Tommaso mi abbraccia così forte da farmi male. Olivia che ride e mette insieme frasi sgangherate. Lui che vuole leggere libri da grande ma che si accoccola accanto a me sul divano, quando leggo favole a lei. Lei che fa finta di essere una principessa con la gonna a ruota. Lei che mi sbaciucchia sulla bocca e vuole dormire solo con me. Lui che costruisce una cuccia per gatti a suon di martellate e disegna dettagliati progetti. E quelle poche volte child free in cui si ha tempo e voglia per parlare, coccolarci o anche solo leggere un libro spalla contro spalla, nel letto.
L'unico vero comune denominatore del blog sarà questo. Riconoscere la felicità nascosta nei pomeriggi ordinari. Raccontarla. Condividerla.
Perché da tante piccole scintille possano nascere giornate più luminose.
A presto.
sabato 2 gennaio 2016
Buon 2016
L'anno appena trascorso è stato un anno molto faticoso, denso di incertezze, cambiamenti e nuovi equilibri da ricostruire, continuamente:
tra tempo di lavoro e tempo per stare insieme,
tra bisogno di privacy e d'aiuto,
tra la gelosia furiosa del grande e il bisogno di attenzione della piccola,
tra la sua voglia di esplorare e andare avanti da solo e il bisogno di un abbraccio a cui tornare,
tra bisogno di stanzialità e il desiderio di una casa nuova,
tra quello che vorrei fare e quello che - oggettivamente - riesco a fare.
Magari senza ammalarmi.
La mia to do list per l'anno appena iniziato è pressoché infinita e già so che, anche quest'anno, non riuscirò a mettermi in pari con le foto da stampare e che il garage resterà un groviglio di scatoloni e attrezzi da ferramenta seminati in giro.
Non me ne preoccupo troppo. Alla soglia dei trentatré anni il mio unico, vero proposito per l'anno nuovo è accettare il fatto di non essere una e trina e a preoccuparmi solo per le cose importanti. Che, a pensarci bene, le cose per cui vale la pena arrabbiarsi/intristirsi/tenere il broncio/essere nervosi per più di 5 minuti sono davvero ma davvero poche.
E io il mio tempo voglio spenderlo bene e godere del bello che mi viene offerto ogni giorno, nel mondo che mi circonda, negli abbracci della mia famiglia e in quelli solo pensati con i miei amici, nel tempo speso a fare cose che amo.
Che anche il vostro anno sia ricco della volontà e capacità di vedere, ogni giorno, bellezza.
lunedì 14 settembre 2015
E' passato del tempo
E' passato del tempo.
Tempo per chiudere scatole e riaprirle.
Tempo per abituarci a nuovi spazi, e ritmi, e per scoprirci ancora incredibilmente spaesati.
Tempo per ritrovare la calma e per perderla nuovamente.
Pensavo sarebbe stato tutto più semplice, come scivolare, invece è come infilarsi in un vestito ancora umido. Sai che dovresti starci meglio, che prima o poi ci starai, ma non adesso, non ancora.
E nel frattempo il grande ha compiuto 5 anni ed ha sorriso, ha pianto, ha mostrato i denti.
Li conosco tutti i suoi denti, gli occhi gonfi e i pugni chiusi e gli abbracci senza respirare e i respiri bocca a bocca. Il suo umore che va su e giù come un'altalena impazzita. Il riso che diventa pianto in un battito di ciglia e il pianto che diventa risata, dolcissima per noi che ascoltiamo.
Mi stupisco per i discorsi da grande, per gli sforzi di migliorarsi, per la consapevolezza e tutto quello che nota, per il suo cuore così grande e così fragile che basta una parola pronunciata male, un "no" di troppo e lo vedi traboccare.
E cerco di proteggerlo, di fargli da guscio, mentre lui sente le ali sulla schiena e in bocca l'invitante sapore di nuove avventure. Tuffarsi in scivoli mozzafiato, lasciarsi travolgere dalle onde, nuotare lontano. Osare. E toccare il punto, lo scoglio appena più in là di quello che hai toccato tu.
E' passato del tempo, è passato troppo veloce e non mi sembra di essere pronti, nessuno di noi, ad avere 5 anni.
Tempo per chiudere scatole e riaprirle.
Tempo per abituarci a nuovi spazi, e ritmi, e per scoprirci ancora incredibilmente spaesati.
Tempo per ritrovare la calma e per perderla nuovamente.
E nel frattempo il grande ha compiuto 5 anni ed ha sorriso, ha pianto, ha mostrato i denti.
Li conosco tutti i suoi denti, gli occhi gonfi e i pugni chiusi e gli abbracci senza respirare e i respiri bocca a bocca. Il suo umore che va su e giù come un'altalena impazzita. Il riso che diventa pianto in un battito di ciglia e il pianto che diventa risata, dolcissima per noi che ascoltiamo.
Mi stupisco per i discorsi da grande, per gli sforzi di migliorarsi, per la consapevolezza e tutto quello che nota, per il suo cuore così grande e così fragile che basta una parola pronunciata male, un "no" di troppo e lo vedi traboccare.
E cerco di proteggerlo, di fargli da guscio, mentre lui sente le ali sulla schiena e in bocca l'invitante sapore di nuove avventure. Tuffarsi in scivoli mozzafiato, lasciarsi travolgere dalle onde, nuotare lontano. Osare. E toccare il punto, lo scoglio appena più in là di quello che hai toccato tu.
E' passato del tempo, è passato troppo veloce e non mi sembra di essere pronti, nessuno di noi, ad avere 5 anni.
giovedì 30 luglio 2015
Cadono quadri
La casa si svuota, cadono quadri dai muri.
Escono le posate dai cassetti, le lenzuola dagli armadi, i libri ingabbiati in cassette da frutta.
Perdono colore le pareti e le forme, le curve, gli spigoli, il disordine diventano cubi, rettangoli, geometria di scatole accatastate al muro.
E' una casa che perde pezzi, come un malato, come chi resta indietro mentre gli altri se ne vanno.
Ed io, che guardo sempre avanti, che ho fatto mia l'idea del "sono solo sassi", sento salire un groppo in gola e di restare, un poco, indietro anche io.
Non sapevo quando sarebbe arrivata ma ora è qui, enorme e pesante, la consapevolezza che stiamo davvero partendo e che davvero tutto cambia.
"Perché non dormi?"
Lui scuote la testa, con gli occhi lucidi e i denti che trattengono il pianto, in quel modo che conosco così bene, in quel modo che somiglia tanto al mio.
"Sei preoccupato? O triste?"
"Sono triste perché lasciamo la casa"
E in quella casa che lascia so che ci sono gli amici che non rivedrà e le maestre che lo abbracciano, la casetta sull'albero e il teatro visto con la scuola, il cervo sopra le mura della città e il castello di legno nel piazzale dei giochi, la pediatra, il rugby, la ludoteca. C'è la paura di quello che ancora non conosce e di quello che non capisce.
E c'è la casa racchiusa in scatole, che fa tristezza a me, figuriamoci a lui.
Lui che domani le dirà addio e che ancora non ci crede.
Io che svuoto armadi ed estraggo chiodi dai muri e ancora non ci credo.
giovedì 16 luglio 2015
Uno di lei
Di te, che sembri seria seria ma che ridi come una matta, se si toccano i tasti giusti,
Sembra passato un giorno, sembra passato un secolo.
E' passato solo un lungo, meraviglioso, intensissimo anno.
di te che mi cerchi in mezzo alla folla, che t'illumini quando arrivo, che mi hai abbracciato forte come nessun'altro,
te che cammini, che corri, che sali le scale e hai il corpo così lungo e forte, adesso, in mezzo a noi nel lettone,
te che hai oro e fuoco nei capelli e gli occhi così blu che sembra quasi ci si accendano le stelle,
te che vuoi stare sempre in mezzo, che vuoi stare sempre in braccio ed è una sofferenza, sia tenerti su, sia lasciarti,
te che vuoi stare sempre in mezzo, che vuoi stare sempre in braccio ed è una sofferenza, sia tenerti su, sia lasciarti,
te che piangi se piange tuo fratello e ridi se ride lui, che vuoi colorare i suoi libri e usare i suoi giochi e non lo sai nemmeno, cosa significa stare da sola,
te che sai perfettamente quale è il limite ma provi lo stesso a superarlo,
te che ci hai insegnato cos'è davvero la stanchezza, l'insonnia, lo sfinimento
te che sembravi un "di più" e invece sei diventata indispensabile, insostituibile.
Sembra passato un giorno, sembra passato un secolo.
E' passato solo un lungo, meraviglioso, intensissimo anno.
mercoledì 8 luglio 2015
ADDIO ai monti
Addio ai monti. In 6 anni è il secondo e in verità questi non sono monti ma colline, stupende colline.
Delle colline toscane rimpiangerò
i TRAMONTI, che scivolano generosi e dorati sulle vigne verdi, gialle e rosse, che fanno brillare gli ulivi, che allungano le ombre dei cipressi come mani scure intente ad accarezzare la terra
le PERSONE che ho conosciuto, le parole che ho scambiato, le serate piene di risate con le mamme della scuola e le chiacchiere di una volta, anche solo di pochi minuti
la nostra CASA, costruita pezzo dopo pezzo a nostra immagine e somiglianza tra le mura di un vecchio castello e sì, ci sono una marea di cose ancora da aggiustare e altre che forse non si sarebbero aggiustate mai, ma è comunque bella, anzi bellissima
la possibilità di cominciare da ZERO, in un posto in cui non conosci nessuno e nessuno ti conosce, in cui non hai giudizi preconfezionati sugli altri, sulla loro famiglia e sulle cretinate che hanno fatto quando erano al liceo. E dove nessuno può fare lo stesso con te
FIRENZE, così vicina, così abbordabile, con le strade diventate familiari, le scorciatoie, gli angoli preferiti, coi musei visitati 5 volte e novità che fioriscono e sorprendono ad ogni visita
la cultura del biologico, il senso civico e una VISIONE delle cose che assomiglia tanto alla nostra
la sensazione di essere BENVENUTA, di essere gradita e che questo avrebbe davvero potuto essere il nostro posto.
mercoledì 7 gennaio 2015
2015
Solitamente questo è il tempo dei buoni propositi, più o meno scritti e formalizzati, e io ne avrei tanti e vari.
Dal viaggiare di più a coltivare la gentilezza.
Dal fare più yoga a ridurre la quantità di cioccolata, che attualmente è a livelli di intossicazione.
Perdere meno tempo sul web e guardare negli occhi le persone con cui parlo.
Accumulare più immagini, parole, contatti e meno cose.
Imparare l'empatia.
Gestire meglio il mio tempo ed esserci, sul lavoro quando è il momento di lavorare, con la mia famiglia quando è il momento di disconnettermi da web ed acquerelli, e su tutto il resto quando il tempo avanza.
Perché se riuscissi a focalizzarmi su solo una di queste cose per volta, invece di oscillare come una scheggia impazzita tra lego, scrivania, creta e aspirapolvere, sono sicura che il tempo potrebbe anche avanzare.
![]() |
| Immagine tratta da "Alice nel paese delle meraviglie" - White Star Kids - © De Agostini Libri S.p.A. |
Vi lascio con un'immagine di uno dei libri a cui ho lavorato l'anno scorso e che presto vi presenterò. Tanto per restare in tema di lavoro e tempo... :-)
A domani e buon inizio a tutti voi...
domenica 21 dicembre 2014
Entusiasmo. E buone feste.
Da più di un anno faccio yoga. E al nostro corso, durante
l’ultima lezione dell’anno, peschiamo una parola da un mazzo di carte, una
parola che dovrebbe accompagnarci durante l’anno e su cui dovremmo lavorare.
Sinceramente non credo nel discorso del destino, del fato o
chi per loro e penso che sia pura casualità, quella che mi guida la mano.
Comunque ho sempre pescato parole bellissime.
L’anno scorso avevo “volontà”, che è per me un incitamento e
una conferma, convinta come sono da sempre che volere è potere e che (questa però è una convinzione più recente) è
solo nella volontà di essere felice
che risiede la possibilità di esserlo
veramente.
Quest’anno ho pescato “entusiasmo”, che è sicuramente
qualcosa su cui devo lavorare.
Per tutte le volte che sono stanca,
per tutte le volte in cui mi adagio nella mia routine e
rifuggo situazioni nuove,
per tutti i viaggi che rimando perché ora non è il caso e
non ho tempo,
per le tecniche che non sperimento e le volte che non mi
metto in gioco,
beh, credo proprio che l’entusiasmo sia la soluzione.
Entusiasmo, volontà e fiducia è quello che auguro alla mia
famiglia per il prossimo anno, è quello che auguro a tutti voi e al nostro
stupendo Paese.
Buone feste a tutti, ci rivediamo il prossimo anno!
sabato 13 settembre 2014
4 anni
4 anni in cui sei diventato grande, grandissimo, e hai imparato a sentirti tale.
4 anni in cui ci hai cambiato, in cui ci hai fatto ridere, piangere e perdere la pazienza, in cui abbiamo scoperto risorse inaspettate e nuove prospettive.
Ci siamo specchiati nei tuoi occhi, in questi 4 anni, scoprendoci spesso diversi da come c'eravamo pensati. E quando ci siamo visti peggiori, ci hai insegnato a correggere il tiro. O quantomeno a provarci.
4 anni in cui sei stato al centro del nostro mondo, e ora che non sei più solo ne risenti, lo vediamo. E non sempre riusciamo a rimediare e compensare.
4 anni in cui hai esplorato quello fuori, di mondo, camminando sempre più sicuro e allontanandoti anche da noi, che fatichiamo a seguirti in strade e con modi diversi, restandoti solo vicino senza darti la mano o sorreggerti.
Perdonaci se ti chiamiamo sempre piccolino. Se non resistiamo alla tentazione di prenderti in braccio o di proteggerti. Se ti vorremmo sempre bisognoso di noi.
Stiamo crescendo, proprio come te.
Tanti auguri amore mio.
martedì 22 luglio 2014
Quattro e le cose che ho imparato
Probabilmente sarà facile intuire il perché del blog-silenzio delle ultime settimane.
Diciamo che
il passaggio da tre a quattro si è rivelato non dico traumatico ma quanto meno
impegnativo. E mi ha insegnato diverse cose.
Ho imparato
che un’esperienza può essere diversa da come te la aspetti e da come la
ricordi, e che tutta la paura preventiva che mi era presa a proposito del
ripetere il parto in questo caso era superflua. Non
ho ancora imparato a considerare un parto facile una cosa comunque seria, e a
curarmi di conseguenza, ma ci sto lavorando.
Ho imparato
– o meglio, ho ricordato – che il sangue non è acqua e che la figlia di una
mamma precisina non poteva che essere altrettanto precisa, spaccando le
quaranta settimane nonostante un mese di contrazioni e falsi allarmi.
Ho ricordato
anche quanto sono scomodi i letti d’ospedale e che, se le partorienti in
travaglio sono rumorose, i parenti che festeggiano lo sono ancora di più.
Ho imparato
che i neonati si assomigliano tutti ed è solo il colore dei vestiti a far
capire se sono maschio o femmina. Ho imparato anche che i vestiti da femmina
sono un rebus in cui comodità e gestione della temperatura corporea soccombono
a favore dell’estetica e che sì, è confermato, il rosa confetto mi fa veramente schifo.
venerdì 4 aprile 2014
Mea culpa.
Questo post lo scrivo perché non sempre è tutto rose e fiori come sembra dalle pagine dei blog.
Ma soprattutto per ricordarmi di quanto sono stata stupida. Cieca. Ed egoista. E la lista sarebbe ancora lunga.
Perché è vero che sono stanca, che è da mesi che sono immersa fino al collo in un lavoro pesante con una pancia che pesa ogni giorno di più, che comincio ad avere il mal di schiena e ricordi più precisi di cosa mi aspetta di qui a qualche mese, ma quello che ho fatto, quello che mi è sfuggito finora è talmente grosso che mi prenderei a schiaffi.
Ma soprattutto per ricordarmi di quanto sono stata stupida. Cieca. Ed egoista. E la lista sarebbe ancora lunga.
martedì 25 febbraio 2014
E niente... siamo felici.
Perchè abbiamo passato il giro di boa delle 20 settimane
perché non smetterò mai di preoccuparmi come ogni ipocondriaca che si rispetti ma adesso, finalmente, tutto sembra andare bene
perché era un desiderio fortissimo, enorme, e ora si avvicina e scalpita e si fa sentire
perché il fratellone geloso si sta affezionando alla pancia che cresce
mentre io già la adoro, quella pancia che cresce.
E niente... siamo felici.
venerdì 13 settembre 2013
NOI TRE
Ieri ci hai disegnato.
Noi tre.
Non era la prima volta, ma l'hai fatto con un entusiasmo diverso ieri. Con un tratto più sicuro. Perchè quel bambino sulla destra diventa ogni giorno più grande e autonomo e oggi inizia la scuola.
Saremo tutti lì oggi, noi tre, tu dentro e noi fuori dal vetro ad accompagnarti, guardarti e aspettarti.
Perchè ci sembra ieri che sei nato, e invece sono passati già tre anni.
Perchè dopo questi tre anni sempre insieme - noi tre - ti si apre un mondo nuovo davanti e tu dovrai scoprirlo ed esplorarlo da solo, ma noi saremo lì, a sorreggerti se ne avrai bisogno e ad emozionarci quando non ne avrai.
Perchè l'amore che proviamo per te è cresciuto giorno per giorno, incontrollabile, da quando sei uscito dalla mia pancia e ti abbiamo accolto pensando "e che è st'affare?" ad oggi, che devo mettermi le mani sul cuore e calmarlo, per quanto batte e scoppia quando giochiamo a "ti voglio tanto bene" "e io di più!"
Perchè ci hai definito e plasmato in modo nuovo e, per quanto siamo sempre noi stessi, siamo cambiati e sempre in cambiamento, come un puzzle di cera: se un pezzo si trasforma anche gli altri devono e vogliono cambiare - forma, abitudini, priorità - per restare comunque insieme.
Buon compleanno, amore mio.
Oggi sono tre.
Oggi siamo in tre. E non potremmo più immaginare di essere altrimenti.
martedì 3 settembre 2013
MENO OTTO... E IO?
Io non sono pronta.
Assolutamente.
E voi, genitori di (quasi) treenni mai andati al nido mi capirete, lo so. Mi capirà pure chi c'è già passato. E chi ancora non c'è arrivato se lo potrà immaginare.
Non sono pronta a vederlo con grembiule e zainetto; quando l'ha provato la prima volta ho avuto uno spudorato attacco di labbro tremens, presagio di pessime figure al Primo Giorno di Scuola nonché a future recite scolastiche.
Non sono pronta a svegliarmi alle 7 di mattina (odiatemi pure, me lo merito), per lavargli le orecchie e infilarlo in tempo sullo scuolabus.
Non sono pronta (oibò) a perdere il mio alibi preferito per interrompere il lavoro e saltare la piscina, ovvero la sempre efficace e quasi sempre vera scusa: "Tommi voleva giocare..."
Non sono pronta a lanciarmi in appassionanti cacce al pidocchio e a vederlo ammalarsi in modo seriale (le 7 influenze di questo inverno - stando a casa! - sarebbero bastate, please).
Non sono pronta a sentire silenzio in casa e a non dovermi contorcere in slalom e numeri acrobatici per schivare i giocattoli sparsi sul pavimento - anche se credo che a questo potrei abituarmi, e con un briciolo di soddisfazione, pure.
Non sono pronta a pranzare in santa pace, senza una pila di libri da leggere per convincere il nano riluttante a ingoiare un boccone di zucchine. Ma potrei abituarmi anche a questo, immagino. :-)
Assolutamente.
E voi, genitori di (quasi) treenni mai andati al nido mi capirete, lo so. Mi capirà pure chi c'è già passato. E chi ancora non c'è arrivato se lo potrà immaginare.
Non sono pronta a vederlo con grembiule e zainetto; quando l'ha provato la prima volta ho avuto uno spudorato attacco di labbro tremens, presagio di pessime figure al Primo Giorno di Scuola nonché a future recite scolastiche.
Non sono pronta a svegliarmi alle 7 di mattina (odiatemi pure, me lo merito), per lavargli le orecchie e infilarlo in tempo sullo scuolabus.
Non sono pronta (oibò) a perdere il mio alibi preferito per interrompere il lavoro e saltare la piscina, ovvero la sempre efficace e quasi sempre vera scusa: "Tommi voleva giocare..."
Non sono pronta a lanciarmi in appassionanti cacce al pidocchio e a vederlo ammalarsi in modo seriale (le 7 influenze di questo inverno - stando a casa! - sarebbero bastate, please).
Non sono pronta a sentire silenzio in casa e a non dovermi contorcere in slalom e numeri acrobatici per schivare i giocattoli sparsi sul pavimento - anche se credo che a questo potrei abituarmi, e con un briciolo di soddisfazione, pure.
Non sono pronta a pranzare in santa pace, senza una pila di libri da leggere per convincere il nano riluttante a ingoiare un boccone di zucchine. Ma potrei abituarmi anche a questo, immagino. :-)
sabato 1 giugno 2013
30. E un giveaway.
O mio dio.
Sono trenta. Il che significa il tragico completamento della tremenda triade, Tesi-Tommaso-Trenta, causa di mal di schiena, rughe al
contorno occhi e capelli bianchi in pericolosa escalation.
Senza contare la serie infinita di acciacchi, veri o presunti, che il mio corpo troppo magro (secondo mia madre) o la mia ipocondria ormai fuori controllo (secondo il resto del mondo) mi regala con generosa abbondanza.
Senza contare la serie infinita di acciacchi, veri o presunti, che il mio corpo troppo magro (secondo mia madre) o la mia ipocondria ormai fuori controllo (secondo il resto del mondo) mi regala con generosa abbondanza.
Comunque,
per consolarmi, Valerio mi ha promesso una torta con 20 uova e mezzo chilo di
zucchero e giuro che è vero. E giuro che è buonissima, perchè ho già assaggiato la crema (è da una settimana che ci sta lavorando, pover'uomo!)...
È che - acciacchi veri o presunti a parte - abbiamo molto da festeggiare. Perché questo anno, dallo scorso compleanno ad oggi, non è andato “esattamente” come avremmo voluto ma sono riuscita comunque a rispettare
il proposito che mi ero fatta un anno fa e abbiamo mantenuto la presa sulle
cose importanti, sulle cose belle che abbiamo, spostando il baricentro quando
gli eventi ci travolgevano e rischiavamo di perdere equilibrio e direzione.
lunedì 28 gennaio 2013
DIS-ENCOMIO DEL CARNEVALE
A quanto
pare il carnevale è iniziato. E io non me ne sono accorta.
Diciamo che
il dubbio mi era venuto, sabato scorso, vedendo uscire dalla cartoleria mamme e
bambini armati di una tonnellata di coriandoli ciascuno, ma l’avevo archiviato
tra gli argomenti da approfondire e che poi regolarmente lascio perdere, in
quanto sgraditi.
Si perché a
me il Carnevale non piace.
mercoledì 16 gennaio 2013
SONO GRATA
Sono grata
per la neve, che è scesa a fiocchi grossi e abbondanti facendo sgranare gli
occhi al mio bambino sorpreso, ma che il mattino dopo era scomparsa, discreta e
generosa, permettendo loro di venirmi a prendere.
Sono grata
per la gentilezza e la competenza, per tutte le persone che mi sono state
intorno in questi tre giorni e che hanno subito l’assalto della mia paura,
delle mie domande e delle mie lacrime, ma non hanno perso mai il sorriso e non
mi hanno mai tolto la mano dalla spalla.
Sono grata
per il dottore interventista che non ha voluto aspettare ma anche per quello
attendista, che aveva un diabolico senso dell’umorismo e non capiva – o faceva
finta di non capire – che quando ridevo mi si spaccava la pancia. A volta l'ironia può essere una vera maledizione, ma gli sono grata lo
stesso.
Sono grata
per la mia camera, buia e silenziosa, e per il mio letto con le lenzuola
fresche di bucato, che mi hanno accolto come un abbraccio quando sono tornata a
casa, dopo una notte insonne trascorsa tra la tosse, i bisogni fisiologici e i
quaranta amici immaginari (tutti loquacissimi) delle mie compagne di stanza
novantenni.
domenica 2 dicembre 2012
CHRISTMAS TIME
Niente da
fare, io adoro dicembre e il Natale.
Adoro le
luci per le strade, il nostro albero da cui dondolano palline piccole piccole e
pendagli di legno colorato.
Il freddo
fuori e il caminetto acceso.
Il sapore
morbido del panettone, che si scioglie in bocca lasciando un ricordo di
cioccolato e arancia che si riaffaccerà malizioso per l’intera mattinata,
facendomi sorridere.
Adoro il
rosso e il bianco.
La
cioccolata calda che mi scotta la lingua, perché non ce la faccio mai ad
aspettare che si freddi per berla, lentamente, cucchiaino dopo cucchiaino.
Preparare i
biscotti da distribuire ai vicini, con gli sbuffi di cacao che profumano
l’aria, le nocciole croccanti e la farina di mais ruvida e densa che ha
macinato mio nonno.
E guardare
la pioggia scendere, con le mani e la bocca incollati al vetro.
La zuppa di
zucca e quella di ceci.
domenica 18 novembre 2012
DA SOLA
La settimana
scorsa, per due giorni e mezzo, io sono rimasta da sola.
Per due
giorni e mezzo.
Il che
significa due notti.
Non era mai
successo da quando è nato Tommaso, e a pensarci bene anche da prima, dato che in
gravidanza ho dovuto dormire sempre sotto controllo di Valerio o mia mamma o
addirittura mia nonna perchè-non-si-sa-mai.
E tengo a precisare che io ho avuto una gravidanza tranquillissima. E precisiamo
pure che mia nonna ha uno di quegli orologi a pendolo tremendi che rintoccano e
ti svegliano ogni ora, per cui avere le doglie sarebbe stata quasi una
liberazione. Quasi.
Comunque,
complice uno zio che partiva per l’Australia, complice la raccolta delle olive
e il lavoro che non mi permette di staccare, superato finalmente il mio
complesso da mamma-indispensabile-come-farà-a-mangiare-senza-di-me?
Tommaso e Valerio sono andati dai nonni e io sono rimasta a casa. Ripeto, DA
SOLA.
giovedì 13 settembre 2012
A TE
A te, che
ogni volta che ti guardo dormire, m’innamoro.
A te che hai
già imparato a dire bugie e a riderci su.
A te che
semini disordine e buonumore.
A te, che
prendi tutti per mano e tutti saluti, che balli per strada, che non si sa
veramente da chi sei preso in questo.
A te che hai
i miei occhi e i suoi capelli (pessima scelta!).
A te, che
vuoi il tuo momento di coccole quotidiane, tutti e tre abbracciati a darci baci
e carezze.
A te che ti
arrampichi ovunque e da lassù ci guardi soddisfatto.
A te, che
ami i bibbri, gli animali, le brumm brumm e cucinare.
A te, che ci
hai fatto venire i capelli bianchi e ci hai allargato il cuore, perché non ce
la faceva a contenere tutto il bene che ti vogliamo.
A te, che
vorresti avere i nonni sempre accanto, e tanti bimmbi intorno, e già un fratellino.
A te, che
adoro vederti crescere e capire ed esplorare il mondo con passi e parole sempre
più sicure, ma davvero sei cresciuto troppo in fretta.
A te, amore
mio, che oggi compi due anni.
Iscriviti a:
Post (Atom)



















