Faccio outing: sono una pigra. Una pantofolaia, una che passerebbe il finesettimana spalmata come maionese sopra il divano a leggere cinque libri uno dopo l'altro, sopravvivendo a forza di cibo spazzatura per non dover alzarmi a cucinare. Una che quando deve andare da nonni inizia ad avere il mal di stomaco una settimana prima, solo al pensiero delle valige.
Questa primavera però, complice un sole splendido che ammicca e ti trascina fuori casa per forza, abbiamo deciso di darci un taglio.
Anche perché da queste parti parlare di riposo nel weekend è come avvistare un ufo o cercare di pescare una balena con mosche da trota. Non abbiamo i mezzi, proprio.
Quindi tanto vale mettere a frutto il nostro attivismo forzato per scoprire angoli d'Italia sempre nuovi, a misura di bambino ma anche no, che se un vestito non è nato "taglia 4 anni" puoi comunque adattarlo e farglielo andare bene, non so se mi sono spiegata.
Una delle tappe che vi vogliamo mostrare è qualcosa di noto e arcinoto per chi, come noi, è nato nel viterbese e dintorni, ma vale un viaggio, insieme alle altre cose belle della Tuscia, anche per chi viene da lontano. Sto parlando di un eclettico, mostruoso, sorprendente Parco dei Mostri!



