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martedì 13 settembre 2016

STRISCE: L'inizio della scuola

Come la mia vita ormai da parecchio tempo, 
come tutto il resto, 
anche l'inizio della scuola elementare per il neo-seienne, è stato un po' frenetico. 
Un tempo ero persona organizzata e precisa. Un tempo. :-)


lunedì 14 ottobre 2013

STRISCE: Zoologia dell'inserimento scolastico


Voi non lo sapete - o forse lo immaginate grazie a commenti in proposito che ho lasciato qua e là - ma il nostro inserimento a scuola non è stato esattamente rose e fiori.
Lo so, lo so, state pensando che è colpa mia, che ero partita male io, che incosciamente la mia nostalgia per il bambino-bisognoso-della-mamma che ormai non era più ha influenzato negativamente il suo ingresso a scuola eccetera eccetera.
Ma giuro che nemmeno nelle mie più perverse fantasie da mamma accentratrice avrei mai, mai, e ripeto MAI, voluto (o immaginato) tutto questo.

Tutto questo significa un disastro epico per dei genitori evidentemente viziati quali siamo, che tutto sommato non hanno mai avuto problemi seri col loro figlio e che non erano mai stati sottoposti a stress emotivi di questo calibro.
A questo aggiungete che abbiamo dovuto frequentare la scuola. Per svariati giorni e a svariati orari. Potendo così osservare un’ampia tipologia di fauna in grembiulino, che qui andiamo ad elencare:

IL CARDELLINO: è l’inserimento perfetto, quello che tutte le mamme sognano. Il treenne entra in classe sereno, mano nella mano con la maestra, e si mette a giocare. Se qualche bambino gli strappa di mano i giocattoli lui non piange, non fa storie. Ne cerca altri o si mette a disegnare, zufolando come un uccellino a primavera. Al momento dell’uscita corre incontro alla mamma con il faccino sorridente, pronto a raccontare la giornata. Figlio sereno, madre serena e gratificata.
Non me lo sto inventando. Esiste. Tommaso ha fatto così. Il primo giorno.

martedì 3 settembre 2013

MENO OTTO... E IO?

Io non sono pronta.
Assolutamente.
E voi, genitori di (quasi) treenni mai andati al nido mi capirete, lo so. Mi capirà pure chi c'è già passato. E chi ancora non c'è arrivato se lo potrà immaginare.

Non sono pronta a vederlo con grembiule e zainetto; quando l'ha provato la prima volta ho avuto uno spudorato attacco di labbro tremens, presagio di pessime figure al Primo Giorno di Scuola nonché a future recite scolastiche.
Non sono pronta a svegliarmi alle 7 di mattina (odiatemi pure, me lo merito), per lavargli le orecchie e infilarlo in tempo sullo scuolabus.
Non sono pronta (oibò) a perdere il mio alibi preferito per interrompere il lavoro e saltare la piscina, ovvero la sempre efficace e quasi sempre vera scusa: "Tommi voleva giocare..."
Non sono pronta a lanciarmi in appassionanti cacce al pidocchio e a vederlo ammalarsi in modo seriale (le 7 influenze di questo inverno - stando a casa! - sarebbero bastate, please).
Non sono pronta a sentire silenzio in casa e a non dovermi contorcere in slalom e numeri acrobatici per schivare i giocattoli sparsi sul pavimento - anche se credo che a questo potrei abituarmi, e con un briciolo di soddisfazione, pure.
Non sono pronta a pranzare in santa pace, senza una pila di libri da leggere per convincere il nano riluttante a ingoiare un boccone di zucchine. Ma potrei abituarmi anche a questo, immagino. :-)