Io non sono pronta.
Assolutamente.
E voi, genitori di (quasi) treenni mai andati al nido mi capirete, lo so. Mi capirà pure chi c'è già passato. E chi ancora non c'è arrivato se lo potrà immaginare.
Non sono pronta a vederlo con grembiule e zainetto; quando l'ha provato la prima volta ho avuto uno spudorato attacco di
labbro tremens, presagio di pessime figure al Primo Giorno di Scuola nonché a future recite scolastiche.
Non sono pronta a svegliarmi alle 7 di mattina (odiatemi pure, me lo merito), per lavargli le orecchie e infilarlo in tempo sullo scuolabus.
Non sono pronta (oibò) a perdere il mio alibi preferito per interrompere il lavoro e saltare la piscina, ovvero la sempre efficace e quasi sempre vera scusa: "Tommi voleva giocare..."
Non sono pronta a lanciarmi in appassionanti cacce al pidocchio e a vederlo ammalarsi in modo seriale (le 7 influenze di questo inverno - stando a casa! - sarebbero bastate, please).
Non sono pronta a sentire silenzio in casa e a non dovermi contorcere in slalom e numeri acrobatici per schivare i giocattoli sparsi sul pavimento - anche se credo che a questo potrei abituarmi, e con un briciolo di soddisfazione, pure.
Non sono pronta a pranzare in santa pace, senza una pila di libri da leggere per convincere il nano riluttante a ingoiare un boccone di zucchine. Ma potrei abituarmi anche a questo, immagino. :-)