Visualizzazione post con etichetta pasqua. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pasqua. Mostra tutti i post

sabato 19 aprile 2014

Buona Pasqua

La Pasqua è roba da duri, lo so. 

Bisogna resisere all'ondata di cioccolata che invade tutte le case dotate di nani in età preadolescenziale - e, adesso che sono tornata a un peso/accrescimento decente e la mia pancia non sembra più sproporzionatamente grossa, RESISTERE alla cioccolata non è un consiglio, nemmeno una prescrizione medica, ma è un comandamento divino.
Bisogna resistere ai nani a casa da scuola e io che a settembre mi lamentavo del fatto di non essere pronta a "perdere" il mio treenne per sette ore al giorno, adesso soffro queste giornate lunghissime e tremo al pensiero delle vacanze estive.
Bisogna resistere ai pranzi coi parenti, ai soggiorni forzati a casa dei nonni, ai vestiti in valigia e ai qua-e-là in macchina.

lunedì 11 marzo 2013

EASTER time: CHE BESTIA D'UOVO!!

Da piccola adoravo la Pasqua.

Per il cioccolato ovviamente, che mangiavo in quantità industriale contando le uova mie e di mia sorella per vedere chi ne avesse di più e constatando desolata il rapporto inversamente proporzionale tra età e numero di uova. Gli ultimi anni abbiamo mangiato quelle di Tommaso anche se, ora che il nano ha passato i due anni e ha avuto il via libera dalla pediatra, la vedo dura.

Poi la adoravo per la caccia al tesoro, che i miei genitori organizzavano per me e i miei cugini nel giardino, con cruciverba, passi da contare, indovinelli e puzzle da ricostruire. E alla fine, solo alla fine c'era l'uovo di cioccolato.

E poi adoravo decorare le uova sode per la colazione.
Abbiamo iniziato colorandole coi pennarelli, ma il colore passava attraverso il guscio e mangiare delle uova celesti e verdi faceva impressione a tutti. Allora le abbiamo vestite e trasformate in fatine, angeli, re, regine, frati. Che quando le portavamo a benedire in chiesa, il sabato pomeriggio, e si vedevano i cappellini a punta e le barbe finte spuntare da sotto il tovagliolo, mi vergognavo da morire. Mi sembrava quasi di prendere in giro un simbolo vecchio di millenni, quasi un sacrilegio.
E mia mamma invece mi diceva di no, di non preoccuparmi, e che, se solo le avesse viste, a Don Luigi quelle uova sarebbero piaciute tantissimo.
Forse bisognava essere mamma per capirlo.
Perchè, significato religioso o meno, oggi so che passare un intero pomeriggio io insieme a mia sorella e mio cugino a parlare, scherzare e preparare con cura qualcosa che tutti avrebbero mangiato due giorni dopo, era un atto d'amore bellissimo.