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lunedì 8 giugno 2015

IL LIBRO DEGLI ALBERI con scheda free-printable

Buon lunedì!
Iniziamo la settimana con un progettino facile facile e dal sapore estivo, adesso che è bello stare fuori e gli alberi sono un'esplosione di colori e profumi.


Il libro degli alberi (che da noi, per estensione, ha finito per raccogliere tutto ciò che è verde, comprese le erbacce del giardino) è la "versione quattrenne" di un vero e proprio erbario, che è una cosa bellissima da realizzare, a quattro, quattordici o quarant'anni.

giovedì 13 febbraio 2014

Into the WILD (si fa per dire): pasti invernali per UCCELLINI affamati

Era da un sacco di tempo che volevamo farla. 
Una "mangiatoia" invernale per uccellini intendo, una mangiatoia con un (teorico) margine di successo maggiore di quella scatola tristanzuola che avevamo riempito di riso integrale l'anno scorso, e che i nostri uccellini non hanno degnato di uno sguardo per tutto l'inverno.
Purtroppo ce l'abbiamo fatta solo ora, un po' in ritardo rispetto a quanto avremmo dovuto, ma la programmazione non è (più) il mio forte e sono sommersa da liste di cose che, nel momento in cui le scrivo, sono già in ritardo a fare. Comunque confidiamo (si fa per dire) che ci saranno ancora tante giornate fredde in cui passerotti e cince avranno bisogno di qualcosa di forte per scaldarsi. 

Il procedimento è semplicissimo, scommetto che tutti lo conoscete e che lo avete visto mille volte su internet. Ma scommetto che in tantissimi ancora non lo avete sperimentato, magari rimandando e rimandando fino a quando arriva la primavera e non ce ne è più bisogno.
Vi rivelo un segreto: è veramente una cavolata e se anche una come me, oberata di lavoro-stanchezza-acciacchi e che non riesce più a giocare con suo figlio, è riuscita a farlo, di sicuro ce la potete fare anche voi!
Tanto più che si comincia con una cosa di cui tutti, soprattutto chi ha catarro fino ai capelli come la sottoscritta, abbiamo bisogno in questo periodo...


Ed ecco la nostra personalissima lista degli ingredienti:


Di strutto (o margarina, se non ne avete un barattolone pieno in frigo, come noi che lo conserviamo da oltre un anno solo per questo!) ne basta un cucchiaio colmo per riempire mezza arancia.
Miglio e pinoli possono essere sostituiti con semi di zucca o altri semi che i granivori apprezzano assai mentre lo strutto (e, se volete, potete addirittura aggiungere dei piccolissimi pezzetti di pancetta)  fa la gioia delle cince e di altri uccellini carnivori a corto di vermi e insetti da sgranocchiare.

mercoledì 31 luglio 2013

Into the WILD (si fa per dire): ALLA SCOPERTA DEL FIUME


E' che noi non lo sappiamo. O, se lo sappiamo, ce lo dimentichiamo archiviandolo tra le cose di poca importanza, perchè sempre a portata di mano, sempre sotto gli occhi. Sotto casa, o al massimo dietro l'angolo.
Sotto casa, o al massimo dietro l'angolo, ci sono angoli di natura tutti da scoprire e da godere.
Basta pochissimo, solo la voglia di cercarli, un pomeriggio libero e la borraccia piena.
Ed è così, armati solo di queste tre cose, che la scorsa domenica siamo andati alla scoperta della natura selvaggia che c'è a sette minuti di macchina da casa nostra.
Chi vive in città può metterci mezz'ora, al massimo, ma un posto del genere lo trova lo stesso.

Al fiume un bambino può scoprire cento cose nuove.
Un adulto almeno duecento dato che, crescendo, si è dimenticato cose elementari che ogni treenne sa alla perfezione. Come il fatto che le alghe morbide che si muovono nell'acqua, come tante barbe attaccate a facce di pietra, non sono schifose come pensava e che anzi è un puro piacere affondarci i piedi dentro. O che il fondo di un fiume è un mosaico di sensazione diverse: morbido, scivoloso, duro, liscio, rugoso, pungente.

venerdì 15 giugno 2012

Into the WILD (si fa per dire): INTARSI SU LEGNO


Di me e V. ci sono due cose da dire (in realtà ce ne sono molte, ma in questa sede ne diremo due).
Una è che la chiacchierona della coppia sono io, sono io quella che parla parla parla, tanto e veloce, anche se posso dire di essere migliorata dai tempi del liceo e di aver compreso gli innumerevoli vantaggi del tenere ogni tanto la bocca chiusa*. Valerio invece è il classico tipo non timido ma nemmeno esuberante e che, rispetto a me, finisce sempre per sembrare di poche parole**.
La seconda è che io ho un livello di attenzione per il mondo che mi circonda pari a zero. Del tipo che per accorgermi che c’è un fagiano sul ciglio della strada quello dovrebbe mettersi davanti alle ruote a ballare la samba, possibilmente farsi investire, e allora forse lo noterei. La maggior parte delle volte, quando andiamo in giro, io guardo il paesaggio ma non lo vedo, perché mi basta un particolare, un suono, e allora mi faccio tutto un viaggio mentale in altri posti e in altre storie, perdendomi completamente quello che mi passa davvero davanti agli occhi. Valerio invece, forse per carattere forse per deformazione professionale, il paesaggio lo nota eccome.
Questa premessa è per dire che, quando riesco a stare zitta e far parlare Valerio, scopro e vedo un sacco di cose nuove, che erano lì, proprio a un palmo dal mio naso e che solo lui ha visto. E che guarda caso sa spiegarmi. Come queste.